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La Medina di Marrakech: il cuore pulsante della città

medina di marrakech

Dopo aver attraversato il profondo sud del Marocco a bordo della nostra auto a noleggio, eccoci finalmente arrivati a Marrakech. Come in tutte le città del Paese, il fulcro delle attività e le principali attrazioni si concentrano all’interno della Medina. Iscritta nella lista del patrimonio culturale dell’umanità UNESCO, la Medina di Marrakech è un vero e proprio museo a cielo aperto che ha saputo mantenere nel corso dei secoli la sua unicità urbanistica e architettonica.

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Marrakech è la città simbolo del Paese, quella maggiormente visitata e, proprio per questo motivo, quella che più ha subito l’influenza occidentale. Rispetto a Fes, più legata alle tradizioni marocchine, Marrakech è totalmente differente: una città che riesce a mescolare alla perfezione il fascino della cultura del Magreb con tutte le comodità a cui siamo abituati. Non fraintendeteci, non stiamo dicendo che Marrakech è meglio di Fes. Sono due realtà quasi agli antipodi che però ci permettono di toccare con mano due aspetti che convivono in Marocco. Da una parte le tradizioni che si tramandano da secoli, dall’altra la spinta verso una nuova concezione della cultura marocchina. Qui infatti, non è difficile vedere giovani ragazze con braccia e gambe scoperte, nemmeno la gente del posto ci fa più caso.

medina di marrakech

Consigli pratici per visitare la Medina di Marrakech

Prima di elencarvi le attrazioni da non perdere all’interno della Medina di Marrakech, vogliamo darvi qualche consiglio pratico per visitarla con lo spirito giusto.

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Negozi e botteghe sono generalmente aperti tutti i giorni, con orario continuato, dalla tarda mattinata fino a sera inoltrata. Come vi avevamo detto in precedenza, i marocchini hanno uno stile di vita molto lento, che ovviamente si riflette anche sulle aperture. La mattina comincia con molta calma e solo verso le 10 i vicoli della Medina si animano e i negozi aprono i battenti. Bisogna anche ricordare che il venerdì è il giorno di preghiera, per cui le botteghe più tradizionali restano chiuse.

La parola chiave da tenere a mente durante la visita della Medina è contrattare. Se non siete abili nel mercanteggiare, riceverete molte fregature! L’antica arte della contrattazione è una pratica profondamente radicata nella cultura. Non solo è una procedura normale, ma diventa quasi obbligata. Un tira e molla, fatto di battute, sorrisi e parole amichevoli per convincervi ad acquistare la merce esposta. Non importa che il prezzo di partenza sia già basso, è il rituale ciò che conta. Nonostante sia una pratica che vi permetta di entrare in contatto con la cultura del luogo, contrattate solo per i prodotti a cui siete realmente interessati. Se i venditori intuiscono che per voi è solamente un gioco diventeranno molto insistenti.

medina di marrakech

Sicuramente partirete con le idee ben precise sugli affari che vorrete accaparrarvi una volta messo piede nella Medina di Marrakech: tappeti berberi, ceramiche colorate, servizi da tè e borse di pelle. Anche se vi sembrerà di aver trovato l’oggetto perfetto a un ottimo prezzo, non fermatevi alla prima bancarella. La Medina è davvero enorme e racchiude migliaia di botteghe e banchetti che per lo più vendono gli stessi prodotti. Il nostro consiglio è quello di utilizzare il primo giorno per fare una sorta di ricognizione. Girovagate, cercate di capire dove fare il miglior affare, prendete qualche punto di riferimento e il giorno seguente andrete a colpo sicuro!

Cosa vedere nella Medina di Marrakech

Piazza Jemaa el-Fna

Non si può iniziare un tour nella Medina di Marrakech senza partire dalla celebre piazza principale: Jemaa el-Fna. Dichiarata, insieme alla Medina, Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è considerata il cuore pulsante della città, dove si svolgono la maggior parte delle attività. Il suo nome significa “assemblea dei morti” poiché la piazza, un tempo, veniva utilizzata per le esecuzioni pubbliche. Oggi si è trasformata in un palcoscenico dove ogni giorno, fino a tarda sera, si esibiscono venditori, cartomanti, disegnatrici di henné, ballerini, suonatori, mangiatori di fuoco, scimmie e altri artisti. La piazza inizia ad animarsi a metà mattina, quando fanno il loro ingresso gli incantatori di serpenti, le donne che dipingono mani e piedi con l’hennè e i venditori di succo d’arancia che urlano sperando di convincere i passanti a fare un acquisto.

Ma è al tramonto che subisce una trasformazione radicale. Con il calar del sole, fanno la loro comparsa gli chef dei ristoranti: una miriade di bancarelle che propongono i piatti tipici della tradizione marocchina. Prima del tramonto recatevi sulla terrazza del Grand Balcon du Café Glacier, da qui potrete ammirare la trasformazione della piazza ai vostri piedi. L’odore di carne affumicata che sale dalle cucine dei ristoranti, la luce del sole che pian piano lascia spazio a quelle artificiali, il tono di voce dei venditori che si fa sempre più intenso e la musica marocchina che riecheggia nell’aria. Piazza Jemaa el-Fna si trasforma così in uno dei ristorante all’aperto più frequentati al mondo: un’incredibile esperienza sensoriale da provare almeno una volta nella vita!

piazza jemaa el-fna

Moschea della Koutoubia

A pochi metri da piazza Jemaa el-Fna si trova la Moschea Koutoubia che cinque volte al giorno richiama i fedeli alla preghiera. Come ogni moschea, non è accessibile ai non musulmani, ma l’esterno con il suo imponente Minareto è un’autentica meraviglia per gli occhi. Costruita nel XII secolo, la moschea rappresenta un capolavoro ingegneristico e architettonico dell’epoca. Secondo una leggenda locale, confermata dagli scavi archeologici, l’edificio è stato costruito sui resti di un’antica moschea non perfettamente allineata con La Mecca, che venne rasa al suolo e ricostruita secondo i precetti del Corano.

Ancora oggi, nei giardini che circondano la moschea, è possibile vedere gli antichi resti del precedente edificio. Ciò che però colpisce subito lo sguardo è il magnifico minareto che domina la città dai suoi 70 metri di altezza. Il design del minareto, con le piastrelle di ceramica sulla sommità, le merlature, il vertice con sfere in rame e altri motivi decorativi, ha influenzato la Torre Hassan a Rabat, La Giralda di Siviglia oltre che l’architettura marocchina in generale.

minareto della koutoubia

Souq delle spezie

Senza ombra di dubbio, il nostro souq preferito all’interno della Medina è quello dedicato alle spezie. A pochi passi da piazza Jemaa el-Fna, prende vita un tripudio di colori, profumi e aromi che inebriano la vista, ma soprattutto l’olfatto. Un’incredibile tavolozza di colori dove trovare di tutto: curcuma, peperoncino, cannella, cardamomo, paprika, cumino, origano, anice stellato, pepe, zenzero, tè e fiori essiccati. Lasciatevi guidare dal vostro naso e divertitevi a indovinare il nome delle spezie dal loro odore. Il souq delle spezie rappresenta il paese dei balocchi per chi come noi ama infusi, tisane ed erbe aromatiche. Non dimenticatevi come sempre di contrattare, riuscirete a fare grandi affari!

souq delle spezie nella medina di marrakech

Palais de la Bahia

Nel cuore della Medina di Marrakech, lungo il bordo settentrionale del Mellah, si trova il Palais de la Bahia (ingresso 70 DH), un bellissimo esempio di architettura alawita costruito e arricchito di particolari tra il 1860 e il 1900. Il nome dell’edificio significa splendore ed era infatti destinato a diventare il palazzo più maestoso del Marocco. Solo una parte degli otto ettari della tenuta e delle 150 sale del palazzo sono aperte al pubblico, ma basteranno per rifarvi gli occhi e godere di una pace quasi surreale. All’interno della struttura, che un tempo ospitava le mogli e le concubine del visir Bou Ahmed, si trovano un harem dalle decorazioni sontuose, un cortile pavimentato con marmo bianco di Carrara e mosaici gialli e blu e sale che sfoggiano elaborati soffitti intarsiati e in legno dipinto. Un edificio unico nel suo genere dove rifugiarsi dal caos della Medina.

palais de la bahia

Tombe dei Saaditi

Nelle vicinanze della Moschea della Kasbah, si trovano le Tombe dei Saaditi (ingresso 70 DH), uno dei luoghi più visitati della città. Scoperte nel 1917, dopo esser state dimenticate per secoli, risalgono alla fine del XVI secolo e sono custodite dentro un lussureggiante giardino. Al suo interno sono conservate le tombe della dinastia Saadiana e di uomini illustri del tempo. Questo luogo di sepoltura è costituito da due mausolei, splendidi soffitti a cupola, sculture in marmo, mosaici e decori intarsiati. La Sala delle 12 colonne è particolarmente impressionante ed è caratterizzata da colonne di marmo bianco italiano, raffinati stucchi decorativi a nido d’ape in oro puro, tetto a volta e porte in cedro finemente decorate. Ma tutte le tombe passano in secondo piano al cospetto del mausoleo dedicato alla madre del sultano saadita Ahmed al-Mansour decorato con poetiche iscrizioni, ormai segnate dal tempo.

tombe dei saaditi

Dar si Said

Il Museo Dar Si Said (ingresso 30 DH) è il più antico della città e quello che custodisce il maggior numero di opere. Costruito come residenza del fratello del gran visir Bou Ahmed, oggi ospita il Museo di Arti Marocchine. Uno spazio espositivo che racconta l’evoluzione dell’artigianato marocchino attraverso oggetti di uso comune risalenti a diversi secoli fa, ma talvolta ancora in uso. Al piano terra si trovano sale dedicate a strumenti musicali, armi decorate, utensili da cucina, vestiti tessuti a mano, ceramiche e gioielli berberi di incredibile bellezza.

Mentre al secondo piano le decorazioni ispano moresche vi condurranno in un viaggio indimenticabile attraverso il tempo. Le altre sale espositive sono colme di tappeti di ogni fattura e provenienti da ogni angolo del globo tra cui quelli della regione del Sahara, caratterizzati dall’uso del cuoio. Il fiore all’occhiello del museo è la sala a cupola realizzata da abili artigiani di Fes e utilizzata in passato per celebrare i ricevimenti nuziali. Nel cuore dell’edificio si trova anche un verdeggiante giardino con fontane decorate, nicchie ricoperte di mosaici e aiuole colorate. Il luogo perfetto per recuperare le energie e allontanarsi dal caos della città.

museo dar si said

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