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Rabat: cosa vedere nella capitale marocchina

rabat

Rabat è la capitale politica e il centro amministrativo del Marocco, fin dall’epoca del protettorato francese. Nonostante sia meno gettonata delle ben più note località turistiche del Paese, ha indubbiamente un suo fascino ed è ricca di storia. La città sorge sulla costa atlantica lungo la foce del fiume Bou Regreg e forma un unico agglomerato urbano con Salé, sull’altra riva, cui è collegata attraverso un ponte. Il suo centro storico è racchiuso in una cinta muraria fatta costruire nel XII secolo dal grande sovrano Yacoub el-Mansour e al suo interno è custodita un’animata Medina. Inserita fra i siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, la Medina di Rabat, cuore storico della capitale, è sicuramente meno conosciuta e caratteristica rispetto a quella delle altre città. Ma ciò la rende un gioiello ancora poco esplorato, che vale la pena scoprire.

Rabat è una delle quattro città imperiali del Marocco, insieme a Fes, Meknes e Marrakech, e non a caso conserva testimonianze preziose della storia del Paese e delle civiltà che l’hanno attraversata. Ma nel corso degli anni, Rabat si è trasformata, assumendo sempre più il ruolo e l’aspetto di città-capitale. Se da un lato regna la tradizione e la storia passata, dall’altro svettano monumenti, edifici e quartieri residenziali moderni. Un perfetto mix che esprime tutta la sua essenza.

Cosa vedere a Rabat: 5 luoghi imperdibili

Torre di Hassan

Tra le cose da vedere a Rabat, la Torre di Hassan si colloca al primo posto. Oltre ad essere la principale attrazione della città, è anche e soprattutto la più grande testimonianza del suo glorioso passato. Si tratta del minareto di una grande moschea, ordinato dal Sultano Yacoub al-Mansour, che sarebbe dovuto diventare il più alto al mondo. Il progetto fu interrotto dopo la morte del Sultano nel 1199 e la moschea non venne mai costruita. Ciò però non ha intaccato il fascino della torre, ferma a 44 metri di altezza, a dispetto degli 80 previsti. Nella grande piazza sono ancora presenti le 360 colonne che avrebbero dovuto sorreggere il tetto.

la torre di Hassan a Rabat

Mausoleo di Mohammed V

Nel grande piazzale in cui è collocata la Torre di Hassan, sorge anche il Mausoleo di Mohammed V. Il Mausoleo non ospita solamente le spoglie del primo Re del Marocco unificato, ma anche il defunto Re Hassan II e il Principe Moulay Abdallah. Per la creazione di questa imponente opera, la capitale ha voluto strafare, dando alla luce un capolavoro di 1500 metri quadrati. L’architettura dell’edificio fonde lo stile arabo-andaluso con elementi tradizionali marocchini: gesso e marmi magnificamente scolpiti, bronzo lavorato e legno dipinto. La sua costruzione ha richiesto ben dieci anni di lavoro (dal 1961 al 1971), impiegando oltre 400 artigiani che hanno utilizzato tutti i migliori materiali del Paese.

il mausoledo di mohammed V

Kasbah des Oudayas

Un altro simbolo imperdibile della città è senza ombra di dubbio la Kasbah des Oudayas. Arroccata su uno sperone roccioso sulla foce del fiume Bou Regreg e l’Oceano Atlantico, si tratta di un antico quartiere fortificato risalente al periodo almoravide. Inizialmente la fortezza fu costruita per ospitare i monaci-soldati che dovevano partire per l’Andalusia e combattere la Guerra Santa contro gli spagnoli. Non a caso, il nome originario è Ribat, che significa appunto convento fortificato.

Entrando dall’ingresso monumentale Bab-Al-Bab El Kebir, è possibile ammirare la Moschea di Al-Jamaa-Atiq, la più antica della città. Lasciatevi poi guidare dai vicoli in fiore, contornati dalle tipiche abitazioni dipinte in calce bianca e blu. Un piccolo assaggio dell’incredibile bellezza che ritroverete a Chefchaouen, la perla blu del Marocco. Dopo aver girovagato nel quartiere, tra bancarelle di frutta fresca e gallerie d’arte, godetevi il panorama mozzafiato che si apre sulla terrazza panoramica, dove il fiume incontra l’oceano e abbraccia la vicina città di Salé.

la vista sull'oceano dalla kasbah des oudayas

Giardini Andalusi

Affianco alla Kasbah des Oudayas, si trovano gli scenografici Giardini Andalusi. Si tratta di un giardino che riprende lo stile architettonico dei giardini dell’Alhambra di Granada: stessi disegni, stesse statue e stessa disposizione di fiori e alberi al suo interno. Il parco è stato costruito per recuperare le specie vegetali tipiche dell’Andalusia. Realizzato su una superficie di 17 ettari, è stato progettato per far acclimatare gli esemplari vegetali. In totale ospita oltre 650 specie di interesse economico per lo sviluppo dell’agronomia e della giardineria del Paese.

L’obiettivo è recuperare le piante, la forma e il sistema di irrigazione dei giardini andalusi, ma anche la filosofia con cui venivano creati, con un orto circondato da mura e arcate di rampicanti. Il progetto ha incluso la ristrutturazione di un antico padiglione neo moresco, destinato a ospitare attività culturali e pedagogiche. Visitate i giardini andalusi la mattina presto, quando ancora tutta la città dorme, per godersi in assoluto silenzio la natura rigogliosa in tutto il suo splendore. Una tappa assolutamente da inserire nella vostra visita alla capitale!

giardini andalusi a Rabat

Chellah

A Rabat è anche possibile visitare siti archeologici, come la Chellah. Situata a qualche chilometro dal centro della città, la necropoli di Chellah conserva il sito dell’antica città Sala. Attraverso una porta monumentale compresa tra due torri merlate, si accede a questo straordinario complesso di antiche sepolture medievali, in cui sono custodite le rovine dell’insediamento romano. Qui si possono ammirare i resti del Decumano Massimo, dell’Arco di Trionfo e del Tempio di Giove. Nel XII secolo, i sultani merinidi scelsero questo luogo suggestivo per costruire la loro necropoli, su una collina popolata da una vegetazione selvaggia.

ingresso alla chellah
@credit Flickr David & Bonnie

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